Roma, 16 nov – “Quando parlo del Cgie, dei Comites, della Circoscrizione Estero, sento il peso della storia che li accompagna”. Così Eugenio Marino, della Direzione nazionale del PD, intervenendo alla plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero, in corso alla Farnesina. “Il Cgie – ricorda Marino – è nato prima della Circoscrizione Estero. La Circoscrizione Estero è nata grazie al lavoro del Cgie. La stessa legge di riforma che si discute oggi (quella del voto all’estero, ndr) è nata qui. Parlo con questo peso della storia, non con lo spirito nostalgico ma con un occhio rivolto al futuro”. Secondo Marino “questa istituzione ha dato il massimo quando è stata capace di stimolare la politica. Si tratta di un organismo nato come consultivo di governo e parlamento, per dare un aiuto alla politica, è un organismo che fa politica”. “Mi sono sempre battuto contro chi mi diceva che la politica non doveva entrare nel Cgie – sottolinea Marino -. La politica deve farla il Cgie, deve dare un contributo politico, senza però essere partitico. Non deve farsi condizionare dai partiti. In questo snodo si gioca la difficoltà di fare politica senza essere partitici”. Il Cgie “ha dato il massimo quando ha fornito al Parlamento e al governo soluzioni – ribadisce Marino -: la legge sul voto all’estero è nata qui. Tremaglia ha voluto che da questo organismo uscisse quella legge che ha poi portato in Parlamento”. E’ necessario quindi “fare attenzione al rapporto politico-istituzionale tra il Cgie e governo e parlamento”, conclude Marino. (Sip)