Spetterà al premier Giuseppe Conte fare da paciere tra l’anima leghista e quella grillina sulla questione inceneritori in Campania. Anche oggi, per il terzo giorno consecutivo e prima del Consiglio dei ministri convocato dal governo direttamente a Caserta, si sono registrati botta e risposta tra i due schieramenti con il vicepremier Matteo Salvini che ha ribadito come i termovalorizzatori, “se gestiti bene e controllati bene, portano più salute ed economia e quindi noi non vogliamo tornare indietro, vogliamo che il Paese vada avanti. I rifiuti ovunque nel mondo significano ricchezza, energia e acqua calda. A Copenaghen inaugureranno inceneritori con pista di sci e una parete di arrampicata”. Al leader leghista ha risposto come al solito il campanissimo Luigi Di Maio, ma soprattutto il presidente della Commissione Industria e Attività Produttive del Senato Gianni Girotto, che sul blog pentastellato ha ricordato che “il contratto di Governo tra Movimento 5 Stelle e Lega in tema di rifiuti parla chiaro. Parla di “Modello Treviso” che ora guida il Veneto più virtuoso, non di “modello Brescia” (i 13 inceneritori lombardi con il più grande forno d’Europa quello di A2A) che frena anche le tantissime eccellenze lombarde. Parla di chiudere inceneritori e discariche. Non di realizzarne”. Girotto assicura che “In Italia, con il “Modello Treviso”, grazie alla raccolta domiciliare portando l’Italia all’obiettivo minimo del 65% di differenziata (oggi siamo al 52%) realizzando impianti di riciclo, trattamento meccanico biologico, selezione, compostaggio “si passerebbe subito da 51 a 17 inceneritori”. E anche secondo il ministro dell’Ambiente Sergio Costa “al di là delle motivazioni ideologiche, puntare sugli inceneritori è oggi una scelta antieconomica e tecnicamente non condivisibile”. Alla fine è una nota congiunta firmata da Conte e dai due vicepremier a porre la tregua in vista del Consiglio dei ministro. “Il governo lavora a una soluzione condivisa e senza polemiche. L’obiettivo è sempre la tutela della salute e del territorio. Il contratto di governo sul tema generale dei rifiuti esprime un chiaro indirizzo politico-amministrativo: dobbiamo lavorare per realizzare quanto prima una completa economia circolare e rendere “verde” il nostro sistema economico. Questo significa lavorare a difendere la cultura del “riciclo” e rendere i rifiuti “prodotti”, puntando alla capillare diffusione della raccolta differenziata. Il Governo si impegna al contempo a gestire le criticità che nel periodo di transizione dovessero manifestarsi, affidando al Ministro dell’ambiente le proposte e la prevenzione di queste criticità per una soluzione innovativa, concreta, realizzabile”.
(Sis)