Bologna, 19 nov – Studiosi brillanti che arrivano o ritornano in Italia per fare ricerca e insegnare all’Università di Bologna. Sono 47 le ricercatrici e i ricercatori approdati all’Alma Mater dall’estero negli ultimi tre anni: un numero che comprende 32 studiosi assunti per “chiamata diretta” e 15 vincitori di ERC, i prestigiosi bandi europei che premiano i migliori progetti di ricerca su tematiche di frontiera. Dati che confermano e rafforzano il prestigio internazionale dell’Università di Bologna. Se aggiungiamo poi i 388 studiosi assunti tramite concorso negli ultimi tre anni, il numero di ricercatrici e ricercatori che hanno preso servizio all’Università di Bologna dal novembre 2015 ad oggi sale fino a 435. L’Alma Mater ha avviato da tempo un’intensa attività di reclutamento destinata ad attrarre ricercatori e docenti, tanto stranieri che italiani, provenienti da università estere. Gli accademici impegnati all’estero in attività di ricerca o insegnamento da almeno un triennio possono infatti trasferirsi in un ateneo italiano senza seguire il tradizionale percorso dei concorsi pubblici, ma grazie a “chiamate dirette” che devono essere approvate dal MIUR. Per questo, negli ultimi anni l’Università di Bologna ha lanciato delle “call for interest” offrendo a studiosi altamente qualificati in arrivo da tutto il mondo la possibilità di accedere a posizioni di professore associato o ordinario. Iniziative che hanno riscosso grande interesse, con ben 350 domande arrivate da decine di paesi diversi. Ad oggi sono 32 i docenti approdati all’Università di Bologna da atenei stranieri: molti sono italiani che hanno potuto così rientrare nel loro Paese dopo un periodo di lavoro all’estero, ma ci sono anche docenti tedeschi, greci, olandesi, statunitensi e persino australiani. (BIG ITALY / SEGUE)