Matteo Salvini sfodera il suo grande classico: “La pacchia è finita”. Medici Senza Frontiere replica in maniera dura: “E’ in corso una delegittimazione della solidarietà”. La notizia è che la nave Aquarius di Msf è stata sequestrata e 7 uomini appartenenti alla Ong citati in giudizio per presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo, in particolare strumenti e vestiti potenzialmente infetti indossati dai migranti, il tutto a scopo di lucro. Il procedimento viene dalla Procura di Catania, guidata dal procuratore Carmelo Zuccaro, che da due anni indagava su presunti rapporti tra le Ong e i trafficanti di esseri umani, e dunque la novità spacca ulteriormente il fronte sul tema migranti. “Ho fatto bene a bloccare le navi delle Ong, ho fermato non solo il traffico di immigrati clandestini ma, da quanto emerge, anche quello di rifiuti” tuona Salvini. Medici senza Frontiere però respinge ogni accusa, spiegando che quella del sequestro dell’Aquarius “è una decisione che ci lascia sorpresi e indignati. La Procura ha deciso di fare delle indagini e nessuno di noi si sente al di sopra di ogni giudizio, ma sono quasi 2 anni che la nostra attività è scandagliata in ogni minimo dettaglio, l’accusa che oggi ci viene contestata è singolare e anche un po’ sproporzionata” dice in conferenza stampa Gabriele Eminente, direttore generale della Ong.
Eminente ha ricordato che “siamo in mare dal 2015, in questi 3 anni si sono avvicendate 5 navi che hanno soccorso 80 mila persone gestendo 200 sbarchi. Il momento dello sbarco è molto particolare, il più controllato dalle forze dell’ordine che salgano a bordo. Dal momento in cui la nave attracca in porto a quelle in cui scendono i migranti a volte passano diverse ore: sarebbe assurdo pensare che siamo riuscito a mettere in piedi un traffico di rifiuti per 200 volte sotto gli occhi delle forze dell’ordine”. E soprattutto, le persone che abbiamo salvato non sono malate nella stragrande maggioranza dei casi: sono ustionate, ferite, e sono state curate in infermerie. Le altre, quelle veramente afflitte da patologie, erano immediatamente evacuate con elicotteri e motovedette, quindi respingiamo in maniera molto forte le accuse. Quegli indumenti sono pericolosissimi, è vero, ma lo sono per chi li indossa, perché restano intrisi di acqua e benzina quando i barconi iniziano ad affondare, e la prima cosa che si faceva durante il salvataggio era sfilarli. Il pericolo era solamente per loro”.
(Sis)