Roma, 21 nov – Semplificare l’impianto normativo, supportare l’innovazione sostenibile, definire sistemi di misurazione, informare i cittadini con campagne di sensibilizzazione. Sono le quattro proposte di lavoro avanzate da Enel, a vantaggio della diffusione delle pratiche di economia circolare, illustrate durante il convegno “Educazione all’ambiente e all’energia. Strategie per un modello di economia circolare e di resilienza”, organizzato da FareAmbiente – Movimento ecologista europeo alla Sala Zuccari del Senato. “L’economia circolare – si legge nel documento presentato da Enel – è molto più che l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti. La transizione verso tale modello comporta l’abbandono dell’approccio lineare ‘prendere, produrre, buttare’ in favore dell’utilizzo di fonti rinnovabili e del riutilizzo delle risorse, esaminando le diverse opzioni della catena del valore al fine di ridurne l’uso, mantenendole in circolazione il più a lungo possibile, estraendone il massimo valore, quindi recuperando e rigenerando i prodotti alla fine del loro ciclo di vita, in una logica di eco-design”. Secondo Enel, “le aziende necessitano di indirizzi chiari, coordinati e coerenti” mentre “le Istituzioni, ad ogni livello, devono impegnarsi perché il quadro normativo diventi compatibile con lo sviluppo di un modello circolare”. In primo luogo, secondo Enel, “è necessaria la ridefinizione anche formale del concetto di rifiuto: le attuali normative in merito nascono dall’esigenza di tracciare e definire la gestione univoca del rifiuto, nella concezione che lo stesso non abbia più componenti di valore. La diversa ottica dell’economia circolare, che individua in alcune tipologie di rifiuto possibilità di essere valorizzato all’interno di diversi cicli produttivi oppure, in caso di beni, la possibilità di riparabilità, necessita di un contesto di regole differente”. (SEGUE)