Lo scoglio del ddl anticorruzione ha rischiato di mandare in frantumi l’alleanza Lega- Movimento 5 Stelle, ma alla fine alla Camera si va avanti e Matteo Salvini assicura: “Il governo tiene”. L’approvazione in prima lettura era prevista per oggi ma è slittata, dopo che già ieri sera aveva subito la discussione un brusco stop dopo la sconfitta della maggioranza su un emendamento votato a scrutinio segreto riguardante la diminuzione delle pene per il reato di peculato. Un voto considerato “gravissimo” dal Movimento 5 Stelle, che a fari spenti ricorda come la legalità sia considerata da sempre uno dei punti fondamentali del programma: Di Maio a questo punto ha chiesto all’alleato di governo Matteo Salvini (che ieri aveva definito “un errore” il voto segreto) tempi certi per il provvedimento, che nei programmi doveva essere approvato entro il 20 gennaio, oltre che una modifica all’emendamento da fare magari al Senato. Per l’occasione, tutti i big si sono presentati stamattina in aula: Matteo Salvini, ma anche Giuseppe Conte, oltre a Luigi Di Maio. Nel frattempo l’aula ha discusso e approvato una richiesta di rinvio dell’esame del ddl, sul quale M5S ha valutato se porre la fiducia, per poi rinunciare al proposito. Daniele Del Grosso, del Movimento 5 Stelle, è infatti intervenuto in apertura di seduta per chiedere un rinvio alle 13 dell’esame del testo, che già ieri sera il presidente Roberto Fico aveva spostato alle 11. Emanuele Fiano, del Partito democratico, ha avvisato: “Non si provi con un’altra norma a modificare quello che è stato espresso dalla Camera. Se ne avete la forza modificatelo in Senato”. Polemiche anche sul fatto che, a turno, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte avevano assicurato che il testo sarebbe stato aggiustato al Senato e che l’approvazione sarebbe arrivata prima del previsto: “Questo lo può decidere solamente il Parlamento, non è una prerogativa del governo”. A meno che non venga posta la fiducia, mossa che però il Movimento non pare intenzionato a fare, né qui né al Senato: “I voti segreti non ci spaventano –dice il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – ci saranno ancora alla Camera, ce n’è stato uno anche stamattina e ce ne saranno altri al Senato, ma noi riteniamo che la maggioranza continuerà a essere compatta”. E su quanto accaduto ieri sera, spiega: “Che ci sia stato un incidente di percorso è chiaro, io posso solo dire che c’è stato un confronto all’interno della maggioranza e che siamo compatti nel portare avanti questo provvedimento importantissimo per i cittadini italiani entro un tempo addirittura inferiore rispetto a quello che era previsto, senza la norma sul peculato. Questi sono i fatti”.
(Sis)