Bruxelles, 21 nov – “Per quanto concerne l’Italia, dopo aver valutato il documento programmatico di bilancio rivisto presentato il 13 novembre, la Commissione conferma l’esistenza di un’inosservanza particolarmente grave della raccomandazione rivolta all’Italia dal Consiglio il 13 luglio 2018. Il 23 ottobre 2018 la Commissione aveva già adottato un parere in cui riscontrava un’inosservanza particolarmente grave nel documento programmatico di bilancio iniziale presentato dall’Italia il 16 ottobre 2018”. Questo il passaggio con cui, nella nota ufficiale con cui definisce le priorità economiche e sociali dell’UE per il 2019, la Commissione europea ravvisa “l’esistenza di un’inosservanza particolarmente grave del patto di stabilità e crescita nel caso dell’Italia”. “La Commissione ha effettuato una nuova valutazione della presunta non conformità dell’Italia con il criterio del debito – prosegue la nota di Bruxelles – Il debito pubblico dell’Italia, che nel 2017 era pari al 131,2% del PIL, l’equivalente di 37mila euro per ogni abitante, supera il valore di riferimento del 60% stabilito dal trattato. Questa nuova valutazione si è resa necessaria poiché i piani di bilancio dell’Italia per il 2019 modificano in maniera sostanziale i fattori significativi analizzati dalla Commissione lo scorso maggio”. “L’analisi presentata nella nuova relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea – spiega la Commissione – comprende la valutazione di tutti i fattori pertinenti, in particolare: il fatto che le condizioni macroeconomiche, nonostante il recente intensificarsi dei rischi di revisione al ribasso, non possono essere invocate per spiegare gli ampi divari dell’Italia rispetto al parametro di riduzione del debito, data una crescita del PIL nominale superiore al 2 % dal 2016; il fatto che i piani del governo implicano un notevole passo indietro sulle passate riforme strutturali volte a stimolare la crescita, in particolare sulle riforme delle pensioni adottate in passato; e, soprattutto, il rischio di deviazione significativa dal percorso di aggiustamento raccomandato verso l’obiettivo di bilancio a medio termine nel 2018 e l’inosservanza particolarmente grave per il 2019 della raccomandazione rivolta all’Italia dal Consiglio il 13 luglio 2018, stando ai piani del governo e alle previsioni d’autunno 2018 della Commissione. Nel complesso l’analisi indica che il criterio del debito stabilito dal trattato e dal regolamento (CE) n. 1467/1997 dovrebbe essere considerato non soddisfatto e che è quindi giustificata una procedura per i disavanzi eccessivi basata sul debito”. (Peg / UE)