Roma, 22 nov – Conte ha poi citato tutta una serie di interventi prossimi a venire, tra cui “il ringiovanimento della forza lavoro” che dovrebbe risultare dalla riforma delle pensioni, e un decreto di semplificazione in materia di salute, lavoro e sviluppo economico. Inoltre “ribadiremo che il Governo ha già messo in campo azioni finalizzate a favorire una rapida discesa del debito, attraverso la dismissione di assets non strategici già nel 2019, per un valore pari a circa l’1% del Pil”. Tutto questo, ha concluso, dovrebbe servire a convincere l’Ecofin, ma “nel caso in cui l’Ecofin dovesse decidere di aderire alla raccomandazione della Commissione, chiederemo tempi di attuazione molto distesi. Questo tempo ci servirà per consentire alla manovra economica di produrre i suoi effetti sulla crescita e, grazie a questo, di ridurre il debito pubblico”. Poco convinto l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, per il quale “negli anni passati la procedura d’infrazione non è scattata perché secondo la Commissione Europea erano scattati i cosiddetti fattori rilevanti, in particolare un progresso nel senso dell’aggiustamento del saldo strutturale negli anni precedenti”. E mentre fino a maggio “il Paese ha continuato a godere di queste prospettiva, poi è arrivato un governo che sta impoverendo il Paese, e che ha la piena responsabilità degli attacchi cui siamo oggetto”.
(sis)