Roma, 23 nov – La dichiarazione spiega congiunta ricorda che “tre anni fa, il 12 dicembre 2015, il mondo è stato testimone di un grande momento di speranza e di fiducia: alla COP 21, la comunità internazionale ha adottato un accordo storico- l’Accordo di Parigi – con l’obiettivo di rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici, mantenendo l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali, e proseguendo gli sforzi per limitare l’aumento della temperatura entro 1,5 gradi Celsius. Nell’ambito dell’accordo raggiunto a Parigi, la COP 21 ha invitato il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) a preparare una relazione speciale sulla limitazione dell’innalzamento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius. Tre anni dopo, in vista della COP 24 in Polonia, la valutazione del Panel è chiara: il rapporto dell’IPCC sull’impatto di un riscaldamento globale pari a 1,5 gradi Celsius conferma inequivocabilmente che stiamo già osservando le ricadute negative dei cambiamenti climatici; inoltre, dimostra chiaramente le vulnerabilità, l’impatto e i rischi di un ulteriore riscaldamento globale per l’uomo e la natura, inclusa la possibilità di perseguire uno sviluppo sostenibile e raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). Le attuali misure adottate dalla comunità internazionale, espresse in contributi nazionali (NDC) per l’accordo di Parigi, non sono sufficienti a raggiungere gli obiettivi a lungo termine stabiliti nell’accordo stesso. Bisogna fare di più e l’azione deve essere rapida, decisiva e congiunta”.
(SEGUE)