Milano, 23 nov – “La riforma della Politica Agricola Comune – argomenta Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini – è un’opportunità per migliorare l’impianto e i vari capitoli dell’OCM, con l’obiettivo di dare al settore degli strumenti normativi e finanziari volti ad aumentarne la competitività. La futura PAC, a nostro avviso, dovrà necessariamente contenere risorse destinate ai piani nazionali di sostegno e il rinnovo delle misure rivolte alla promozione nei mercati dei Paesi terzi, che hanno già dato ottimi risultati in questi anni. È altresì fondamentale rivedere il sistema delle autorizzazioni degli impianti viticoli, dando la possibilità ad ogni Stato membro di creare una riserva nazionale delle autorizzazioni non utilizzate al fine di non perdere ulteriore potenziale viticolo, e migliorare i criteri di priorità e ammissibilità. Le informazioni in etichetta – sottolinea Paolo Castelletti – rappresentano un tema critico, per le quali crediamo servano alcune regole comuni, rispetto all’indicazione delle caratteristiche nutrizionali e degli ingredienti, evitando che sia lasciata agli Stati membri la possibilità di legiferare in materia, con l’obiettivo di migliorare i meccanismi di funzionamento del mercato unico”. Unione Italiana Vini rappresenta più di 500 aziende dirette e 150.000 viticoltori, che esprimono il 50% del fatturato dell’intero settore e l’85% dell’export del vino italiano. In questo senso, sono particolarmente caldi e d’attualità i temi riguardanti le esportazioni verso i Paesi extra CE, come gli accordi di libero scambio e, in particolare, i trattati con il MERCOSUR. (UE / BIG ITALY / Red)