Roma, 26 nov – “Un conto è la libertà di stampa che è sacrosanta, altro è l’invenzione di fatti e notizie creati ad arte per attaccare una forza politica. Dirò di più, i giornalisti bravi che credono nel diritto alla buona informazione devono criticare e isolare quelli che spacciano notizie false. Qui sta il confine”. Lo afferma il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in una intervista a Repubblica. E replica a chi lo definisce un giustizialista populista: “Chi lo dice non mi conosce e non guarda le leggi che stiamo approvando. Il fatto che voglia rispettare il contratto di governo non vuol dire essere populista, ma rispettare gli impegni presi con i cittadini. Capisco che in Italia non tutti sono abituati a questa idea di politica. Giudici e avvocati sono in via Arenula quasi ogni settimana e non credo che ciò sia avvenuto in passato”. (red)