– Il decreto sicurezza e immigrazione è (quasi) in porto. La Camera ha approvato la fiducia posta ieri dal governo sul provvedimento, ma la Lega per brindare dovrà attendere forse tutta la giornata di domani, perché manca all’appello ancora il voto sui ben 140 ordini del giorno prima di quello conclusivo sul provvedimento. “Ecco perché abbiamo messo la fiducia – spiega Matteo Salvini in una conferenza stampa iniziata mentre il voto era ancora in corso – perché il testo doveva diventare legge entro il 3 dicembre o decadeva. E già così finiremo domani notte”. Fuori, tra piazza Montecitorio e San Silvestro, qualche centinaio di manifestanti non si è arreso per tutto il pomeriggio: il ministro dell’Interno li ha anche ‘sfottuti’ su twitter (“Manifestanti dello sgomberato “Baobab” e altri “amici” protestano contro il Decreto Salvini in votazione alla Camera, al grido di “O-dio-la-Leee-Ga Lallà-La-Lalla-Là”. Che fantasia! Li rassicuriamo: il Decreto sarà prestissimo Legge dello Stato”) poi alla Camera ha espresso la propria soddisfazione “non da ministro ma da cittadino italiano, perché tra oggi e domani diventa legge il decreto sicurezza che porta tranquillità, ordine, regole e serenità nelle città italiane. E’ stato uno sforzo enorme perché finora erano stati fatti solo provvedimenti spot”. Il ministro si sofferma dapprima sul capitolo sicurezza, tra taser, fondi alle forze dell’ordine, daspo, abusisivismo (“Ai Casamonica non devono rimanere occhi per piangere”) e provvedimenti in ambito sportivo, ma è sul fronte immigrazione che preme di più, tanto da guardare già oltre una legge che rivede la protezione umanitaria e il sistema Sprar: “La mia ambizione è rivisitare nei prossimi mesi tutte le norme che riguardano l’immigrazione: da domani ci sono più strumenti per prefetti, questori e forze ordine per combattere l’illegalità”. Salvini ringrazia i sindaci, molti dei quali però avevano mostrato preoccupazione tramite l’Anci per la riduzione dell’apporto degli Sprar: “Noi andiamo a migliorare il sistema Sprar, poi qualcuno fa polemica pregiudiziale senza neanche aver letto il testo: domani mattina non ci saranno migliaia di persone in uscita dal sistema Sprar, perché tutti andranno a scadenza dei tempi, ancora per sei mesi, un anno – ribatte Salvini – A oggi l’assurdo è che migliaia di rifugiati politivi veri non avevano accesso agli Sprar perché i posti erano a disposizione di tutti, e i posti erano occupati da gente che poi rifugiata non è.- secondo me ora ci sono più diritti per chi merita diritti e i costi non saranno accollati tutti a comuni e regioni, anzi dirò di più, i minori non accompagnati saranno a carico dello Stato così come il tempo di permanenza che arriva a 180 giorni”.
(Sis)