Bruxelles, 27 nov – “Oggi – afferma il prof. Cognetti – esistono nuovi strumenti per la diagnosi e il trattamento che aprono prospettive completamente nuove. Innanzitutto, la biopsia liquida rappresenta una misura diretta del DNA tumorale nel sangue e può permettere una rilevazione precoce e il monitoraggio della malattia minima residua e delle mutazioni che si manifestano con lo sviluppo della resistenza. È inoltre disponibile una migliore tecnica di immagine (‘SPION uptake’ per il cancro), dove sono rilevabili lesioni più piccole di 300 millimicron di diametro. E si stanno sviluppando nuove strategie e terapie anticancro, come agenti multitarget per la medicina di precisione individuale e immunoterapie innovative che stanno cambiando l’esito di molte patologie come il melanoma, il tumore del polmone non a piccole cellule e il carcinoma renale. Questi trattamenti sono in grado di raggiungere un alto tasso di regressione o stabilizzazione della malattia e una sopravvivenza a lungo termine in molti casi”. In totale, 252.000 pubblicazioni sono state prodotte dai 18 Paesi leader in Europa dal 2002 al 2013. Germania, Italia e Regno Unito sono i tre Paesi europei leader nella pubblicazione di lavori scientifici in oncologia. I fondi per la ricerca oncologica europea, incluse Islanda, Norvegia e Svizzera, nel 2012-2013 ammontavano a 7,6 miliardi di euro. I Governi hanno supportato la più ampia quota di ricerca oncologica in Europa (30%), seguita dai privati non-profit (19%) e dall’industria (7%).
(SEGUE)