Roma, 28 nov – L’emigrazione italiana racconta storie di fatica e sacrifici ma anche e soprattutto storie di successo. È il caso degli italiani in Germania: una collettività numerosa che ha contribuito a farne il Paese che è oggi. Una presenza in continua crescita a cui il ministero degli Affari esteri ha voluto dedicare un libro e un web documentary dal titolo “Italiani di Germania”, curato da Lorenzo Colantoni e Riccardo Venturi. Il libro e il web-doc rientrano in un progetto più ampio – “Italiani d’Europa. L’integrazione europea vista dagli occhi degli italiani all’estero” – che ha come filo conduttore proprio l’emigrazione italiana. Il progetto fa quindi tappa in Germania per soffermarsi sulle esperienze dei connazionali emigrati negli anni ’60 e ’70, ma anche su quelle della nuova mobilità. “Per noi oggi la comunità italiana in Germania è una sfida perché è la seconda più numerosa al mondo. Questo significa che dobbiamo lavorare tanto sulla cosa più difficile: i servizi consolari”, ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo, durante la presentazione, oggi alla Farnesina, del libro e del documentario web. La presenza degli italiani in Germania ha dato un contribuito non solo a ‘creare’ il Paese, ma anche a “costruire una coscienza europea”, afferma Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero della Farnesina. Di progetto europeo parla anche l’Ambasciatore tedesco in Italia Viktor Elbling: “La storia degli italiani in Germania è una storia di successo in chiave europea”. Europa è sinonimo di “apertura e tolleranza”: un “modello da difendere – sottolinea il diplomatico tedesco – contro i nazionalismi. Se vogliamo che la voce europea conti di più dobbiamo rafforzare l’Unione anziché indebolirla”. E aggiunge: Italia e Germania “hanno la responsabilità, come paesi fondatori dell’Europa, di cooperare strettamente. Una responsabilità particolare e speciale”. C’è la necessità di “un’Europa unita”, afferma Merlo, che però spiega: bisogna “cercare di criticare l’Europa non per distruggerla ma per rafforzarla”. (Sip)