Roma, 29 nov – Si è svolto ieri a Roma nella sede del Ministero per lo Sviluppo Economico l’incontro tra il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) e il Viceministro allo Sviluppo economico Dario Galli. Per il CGIE erano presenti Rodolfo Ricci e Gianluca Lodetti del Comitato di Presidenza e Mirko Dolzadelli, rappresentante dei lavoratori Frontalieri. L’incontro – si legge in una nota del Cgie – fa seguito alla decisione del CdP di avviare un’azione di sensibilizzazione del mondo politico-istituzionale e, in particolare del Governo, sul tema del lavoro all’estero e delle nuove mobilità e su quello dei diritti dei lavoratori Frontalieri. Sul primo tema, i rappresentanti del CGIE “hanno condiviso con il Viceministro le cifre preoccupanti del vero e proprio esodo di giovani e meno giovani che sta vivendo il nostro Paese: più di 300.000 persone, lavoratori e lavoratrici che ogni anno decidono di stabilirsi oltreconfine e che vanno ad incrementare il già cospicuo numero di connazionali all’estero. Ben oltre 1 milione di persone solo negli ultimi 5 anni. E non si tratta solo di fuga di cervelli ma spesso di lavoratori in età avanzata che hanno perso il lavoro o stentano economicamente ovvero di giovani che non riescono a trovarlo e non vedono un futuro in Italia; nel contempo, il Paese subisce un consistente decremento demografico e vede assottigliarsi il suo potenziale di popolazione attiva: si tratta di una perdita secca per il nostro Paese in termini di risorse umane che rischia di minare le nostre possibilità di sviluppo”. Questo esodo, hanno puntualizzato i rappresentanti del CGIE, “fa emergere la necessita di un orientamento pre-partenza dei lavoratori e di assistenza e nel momento in cui essi arrivano all’estero; di mantenimento di un legame con l’Italia e di misure volte ad un loro possibile rientro collegando le loro nuove professionalità e competenze acquisite, con il nostro mercato del lavoro”. (SEGUE)