Roma, 29 nov – “Abbiamo letto, non senza dispiacere, le dichiarazioni che l’ex ministro delle finanze greco, Yanis Varourakis, ha rilasciato alla stampa nei giorni scorsi a proposito del suo rapporto con Luigi de Magistris e dell’assemblea che si terrà il primo dicembre a Roma presso il Teatro Italia. Varoufakis ci accusa di essere protagonisti nella costruzione di una nuova, ennesima, “coalizione Frankenstein”, e auspica che DemA e il sindaco di Napoli scelgano di sostenere alle elezioni Europee il “suo” partito, European Spring, piuttosto che il nuovo soggetto in divenire. Ad essere sinceri è esattamente questa modalità proprietaria e accentratrice con cui Varoufakis si riferisce al progetto europeo ciò che qualche mese fa, ad un certo punto di una relazione che ritenevamo preziosa, ci ha convinto a fare un passo di lato iniziando a lavorare autonomamente alla realizzazione di uno spazio politico aperto innanzitutto alle esperienze maggiormente affini a DemA, vale a dire i movimenti civici, i sindaci “illuminati”, le piattaforme di partecipazione, i comitati per la difesa del territorio, le esperienze che praticano mutualismo, i luoghi politici di persone che ogni giorno si sporcano le mani nelle contraddizioni sociali del Paese. E’ innanzitutto questo il mondo che abbiamo chiamato a raccolta al teatro Italia sabato 1 dicembre ed è con questa pluralità di soggetti che intendiamo scrivere un programma condiviso e partecipato – scongiurando quindi l’adesione a pacchetti già preconfezionati – in vista delle elezioni Europee e di tutte le successive scadenze in cui bisognerà sfidare a viso aperto sia i partiti del rigore e dell’estabilishment che i sovranismi intrisi di razzismo e oscurantismo. Come ripetuto già più volte, non siamo interessati a nuovi carrozzoni o listoni di sinistra, il primo dicembre nascerà ben altro perché a promuoverlo sarà altro. E con Diem25 abbiamo condiviso e speriamo di poter condividere ancora esattamente questa urgenza di costruzione di un terzo spazio, in Italia come in Europa: un soggetto ambizioso, credibile e con caratteristiche civiche che abbia la forza di affermarsi in contrapposizione sia al blocco di Maastricht che a quello di Visegrad. Abbiamo però la sincera convinzione che questa fase storica richieda a tutti grande umiltà e coerenza e per questo rinnoviamo l’invito, che a Varoufakis abbiamo rivolto nei mesi scorsi più volte, a mettere a disposizione il suo importantissimo contributo dentro una casa comune – più ampia – e non dentro un inutile perimetro identitario destinato, non solo a costruire grottesche alleanze con l’europeismo ultraliberale, ma soprattutto a mettere in piedi progetti incapaci di parlare alle moltitudini europee e a chi, in questo momento, sta pagando la crisi sulla propria pelle”. (Sal / PO)