Roma, 29 nov – “L’ambasciatore non ha partecipato alla Conferenza di Palermo ma le sue analisi hanno fornito un contributo importante per la preparazione della stessa – spiega Moavero – Vorrei anche chiarire che l’ambasciatore Perrone è stato fatto rientrare in Italia il 10 di agosto e da allora non ha fatto ritorno in Libia. La decisione, presa d’intesa con l’ambasciatore, si giustifica per i gravissimi rischi sulla sicurezza della sua persona che sono stati segnalati dalle autorità libiche a seguito dei malintesi creati dall’intervista, confermati dalle competenti autorità di sicurezza italiane”. “Il bicchiere può essere mezzo vuoto o mezzo pieno – replica Casini – Dato che io sono un uomo delle istituzioni, voglio far finta che sia mezzo pieno. La ringrazio del fatto che lei, dopo cinque mesi, conviene con me sul fatto che sia indifferibile la nomina di un altro ambasciatore, visto che non c’è l’agibilità per questo in Libia. A questo punto aspetto la nomina e sicuramente, conoscendola e stimandola, so che sarà una nomina all’altezza della situazione”. (Roc)