Sessantadue milioni di euro l’anno sottratti a chi ha più bisogno: le popolazioni dei paesi poveri che vivono grazie alle rimesse dei loro familiari emigrati in Italia. E’ l’effetto dell’emendamento al decreto fiscale che introduce una tassa dell’1,5% sulle transazioni finanziarie dai 10 euro in su verso i paesi fuori dall’ unione europea effettuate nei money trasfer. A sottolinearlo oggi L’Avvenire che scrive: “La misura, targata Lega, sarà operativa dal prossimo primo gennaio, esclusi i trasferimenti di natura commerciale. La trattenuta fiscale quindi colpirà quasi esclusivamente i migranti che, come è sempre accaduto, inviano parte del loro reddito a chi è rimasto in patria. una ‘stangatina’ sulle rimesse che si va ad aggiungere alle commissioni pagate all’ intermediario finanziario, in media oltre il 6% e con punte del 10% della somma da inviare, e ai costi del cambio di valuta”. Il quotidiano dei vescovi cattolici spiega poi che “se la tendenza restasse inalterata nella seconda metà dell’anno si raggiungerebbero circa 5,5 miliardi”, “soldi che saranno incamerati dallo stato e che equivalgono più o meno al costo della detassazione delle sigarette elettroniche, altro provvedimento del decreto fiscale”. (29 nov – red)
