Bologna, 4 dic – Una volta terminata la missione, ESEO lascerà la sua orbita e grazie ad una speciale vela, anch’essa sviluppata dagli studenti, aumenterà la sua velocità di rientro dissolvendosi a contatto con l’atmosfera. In questo modo, il progetto ESEO non contribuirà ad aumentare la presenza di detriti spaziali nell’orbita terrestre. L’Università di Bologna è tra i protagonisti di ESEO. Il team di studenti Unibo, coordinato dal prof. Paolo Tortora, ha contribuito al progetto ideando e realizzando il sistema di determinazione dell’orbita del satellite mediante segnali provenienti dalla costellazione GPS: una soluzione a basso costo ma molto efficiente che permetterà di rilevare l’esatta posizione di ESEO in orbita con un margine di errore inferiore a un metro. L’Alma Mater, inoltre, nel suo Campus di Forlì – sede del corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale – ospita il Centro di Controllo Missione di ESEO, grazie alle antenne posizionate nell’area del Tecnopolo forlivese. La struttura è composta da due stazioni radio e un Mission Control Center realizzati da una squadra di docenti, ricercatori e studenti coordinati dal dott. Dario Modenini. Dal centro di controllo sarà possibile monitorare in modo costante ESEO, dialogando con il satellite, inviando e ricevendo dati e informazioni. Altri due centri di controllo sono pronti per dare supporto alle operazioni della missione a Vigo (Spagna) e a Monaco (Germania). (BIG ITALY / Red)