Roma, 5 dic – “Si tratta – sottolinea Confedilizia – di un segnale gravemente negativo che si aggiunge alla mancata conferma del blocco degli aumenti dei tributi locali, che innesterà senz’altro una generale spinta a incrementi che, con riferimento all’Imu e alla Tasi, porterà ad accrescere la già elevatissima imposizione tributaria di natura patrimoniale gravante sugli immobili, pari a 21 miliardi di euro ogni anno. C’è da augurarsi – conclude Confedilizia – che l’esame della manovra in Senato porti al settore immobiliare novità che rimedino alla gravità di tali decisioni. Le proposte sono sul tavolo e sono il minimo che si possa chiedere: una cedolare secca per gli affitti commerciali più coraggiosa, l’eliminazione dell’Imu per i negozi sfitti (più volte annunciata dallo stesso Vicepremier Salvini), la stabilizzazione della cedolare per le locazioni abitative a canone concordato, l’eliminazione delle tasse sui canoni di locazione non percepiti, una maggiore estensione degli incentivi per gli interventi sugli immobili, misure per favorire gli investimenti nel residenziale”. (Red)