Parma, 5 dic – Questa tecnica chirurgica, effettuata in anestesia locale con sedazione, indolori, consiste nella liberazione mini-invasiva di alcuni nervi, la cui irritazione causa l’insorgenza degli attacchi. Le principali terminazioni nervose interessate possono essere localizzate, a seconda dei casi, nella zona occipitale alla base del collo, causa della cosiddetta “cervicale”, nella regione frontale in prossimità delle sopracciglia, o nelle regioni temporali in corrispondenza delle tempie. Tale approccio è utilizzato solo quando l’emicrania o la cefalea sono farmaco-resistenti, oppure quando la terapia farmacologica causa effetti collaterali così importanti da renderla poco sopportabile ai pazienti trattati. “Nell’80% dei pazienti affetti da cefalea muscolo-tensiva o emicrania – conclude Raposio – sono i muscoli o i vasi sanguigni a irritare alcuni piccoli nervi superficiali. La liberazione mini-invasiva di questi nervi determina la completa remissione dei sintomi o una diminuzione significativa del numero, della durata e dell’intensità degli attacchi nella grande maggioranza dei pazienti”. (BIG ITALY / Red)