Roma, 6 dic – Si è svolta, presso la sede di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), la conferenza finale del progetto SAVEMEDCOASTS – “Sea level rise scenarios along the Mediterranean coasts – Scenari di aumento del livello marino lungo le coste del Mediterraneo”, finanziato dalla Direzione Generale per la Protezione Civile e gli Aiuti Umanitari dell’Unione Europea (DG-ECHO) per il 2017-2018. Obiettivo dell’incontro è stato presentare lo stato dell’arte del progetto. In particolare, le motivazioni scientifiche e le fasi principali di SAVEMEDCOASTS che seguono le linee guida internazionali per la gestione integrata della fascia costiera e delle popolazioni residenti, le proiezioni di aumento del livello del mare lungo le coste mediterranee fino al 2100, le valutazioni degli impatti socio-economici dovuti alle inondazioni attese e legate ai cambiamenti climatici (utili all’adozione di misure di prevenzione e di mitigazione del fenomeno) e alcuni casi di studio sugli scenari attesi di inondazione costiera in Italia, Grecia, Francia ed Egitto, dovuti anche a tempeste e tsunami.
Oltre ad Augusto Neri, direttore del Dipartimento Vulcani dell’INGV, hanno partecipato i partner del progetto, AUTH – Università Aristotele di Salonicco, CGIAM – Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo, CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, gli stakeholder (ISOTECH – Environmental Research and Consultancy, Cipro; PEDIN – Regional Union of Municipalities of Ionian Islands, Grecia). Presenti anche Marco Anzidei, primo ricercatore INGV e coordinatore del progetto e l’officer della DG-ECHO, Liassides Panayiotis. “Sulla base degli scenari climatici dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e dei dati geospaziali analizzati da SAVEMEDCOASTS e condivisi attraverso un Web-GIS accessibile dal sito Web del progetto, sono state realizzate, delle mappe ad alta risoluzione in grado di descrivere gli scenari attesi per aree specifiche che includono anche siti censiti dall’UNESCO” spiega Marco Anzidei. (red)