Roma, 6 dic – Le condizioni di vita migliorano anche per i residenti del Nord-est, dove il rischio di povertà o esclusione sociale scende dal 17,1% al 16,1% tra il 2016 e il 2017. Nel Nord-ovest e al Centro l’indicatore del rischio di povertà o esclusione sociale rimane invece prossimo ai livelli dello scorso anno (rispettivamente da 21,0% a 20,7% e da 25,1% a 25,3%). Diminuisce il rischio di povertà o esclusione sociale per coloro che vivono prevalentemente di reddito da pensioni e/o trasferimenti pubblici (da 35,8% a 34,3%) e di reddito da lavoro autonomo (da 33,7% a 32,4%), in entrambi i casi per il calo registrato per l’indicatore di grave deprivazione materiale. Rispetto all’anno precedente rimane pressoché stabile la quota di persone a rischio di povertà – 20,3%, circa 12 milioni e 235 mila individui – che hanno cioè un reddito disponibile equivalente inferiore alla soglia di povertà di 9.925 euro annui (827 euro al mese). La metà dei poveri non raggiunge il valore mediano di reddito disponibile equivalente pari a 7.137 euro annui (595 euro al mese), determinando così un gap mediano di povertà (la distanza dalla soglia) pari al 28%. (red)