Roma, 7 dic – Nel terzo trimestre, il Pil corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato ha mostrato una flessione congiunturale (-0,1%), interrompendo il ciclo di crescita avviatosi nel 2015. Al calo ha contribuito negativamente la domanda nazionale al netto delle scorte (-0,3 punti percentuali) e in particolare gli investimenti fissi (-0,2 punti percentuali); le scorte e gli oggetti di valore hanno fornito un contribuito nullo. La domanda estera netta, invece, ha apportato un lieve contributo positivo (0,1 punti percentuali). La variazione congiunturale negativa degli investimenti (-1,1%), che segue la crescita registrata nel trimestre precedente (+2,8%), è stata determinata dalla robusta contrazione della spesa per impianti, macchinari e armamenti (-2,8% dopo il +6,9% del trimestre precedente). La diminuzione degli investimenti in proprietà intellettuale è stata meno accentuata (-0,8%). Gli investimenti in abitazioni e in fabbricati residenziali sono aumentati (rispettivamente +0,6% e +0,3%). L’apporto positivo della domanda estera netta è stato determinato da un aumento delle esportazioni di beni e servizi (+1,1%) superiore a quello delle importazioni (+0,8%). La ripresa delle esportazioni italiane sembra proseguire anche a ottobre quando il commercio italiano verso i paesi extra-Ue ha mostrato un deciso aumento congiunturale (+5,3% dal -2,8% di settembre) e un calo marginale dell’import (-0,1%). L’incremento delle esportazioni è stato esteso a tutti i settori industriali, con l’eccezione dei beni di consumo durevoli (-1,4%). (SEGUE)