Roma, 10 dic – L’imprenditore Matteo Moretti, a cui fa capo l’app JustMary, ha diffidato Google dopo che la multinazionale ha rimosso dal proprio Play Store, il portale da cui si scaricano le applicazioni per gli smartphone Android, l’app che consentiva agli utenti di ricevere, a domicilio, i prodotti a base di cannabis legale. Dal dicembre 2016, infatti, in Italia è possibile vendere prodotti che contengano un principio attivo inferiore allo 0,2% e Justmary.fun, marchio che fa capo alla società dell’imprenditore lombardo, ha realizzato una app dedicata alla consegna di questi prodotti a domicilio, investendo circa 60mila euro. La società, inoltre, non lavora direttamente al prodotto messo in vendita, ma si limita a fornire un servizio di intermediazione di materiale realizzato da terzi che presenti tutti i criteri per essere venduto in Italia. “Nei primi mesi la nostra app ha riscontrato un ottimo successo, con un canale che si unisce a quello del sito internet e ha raggiunto un buon bacino di utenza molto ampio su Milano”, spiega Moretti. I mancati incassi di fra ottobre e dicembre, periodo in cui l’applicazione è stata inutilizzabile, pesano per circa 50mila euro tra vendite e investimenti in marketing vanificati a causa della rimozione. JustMary, infatti, è stata disponibile sul Play Store Android dal 20 agosto al 18 ottobre, quando la multinazionale l’ha sospesa indicando come motivo una violazione della “illegal activities policy di Google Play”, sostenendo che l’app “facilita la vendita e l’acquisto di droghe illegali o la prescrizione di droghe”. Nonostante tutte le informazioni e le modifiche inviate dalla società, convinta della legalità dell’app, da Google non è arrivata nessuna risposta sul ripristino dell’applicazione, non lasciando altra scelta a Moretti se non quella di rivolgersi a un legale, l’avvocato Elio Viola, con l’obiettivo di vedere l’app ripubblicata sullo store. “Tutti i prodotti che vengono venduti all’interno dell’applicazione JustMary sono assolutamente legali e ne è riconosciuta la libera vendita su tutto il territorio nazionale, quindi non capiamo quali siano le reali motivazioni della sospensione. (SEGUE)