Roma, 10 dic – Le trasformazioni del settore elettrico sono sotto gli occhi di tutti: a livello mondiale la quota di elettricità generata da fonti rinnovabili è passata dal 5% nel 2007 al 12% nel 2017. D’altra parte, lo sviluppo di energia rinnovabili è un pilastro delle politiche industriali e ambientali dell’Unione Europea almeno dall’inizio del secolo e ulteriormente rafforzato in questi ultimi anni. Sono ambiziosi gli obiettivi da conseguire a livello europeo entro il 2030, come la riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990, l’incremento dell’efficienza energetica di almeno il 27% e il raggiungimento di un livello di interconnessione pari al 15% della capacità elettrica installata. Le nostre imprese hanno saputo sfruttare i drivers del cambiamento, anche grazie agli investimenti “green” sulle tecnologie per la produzione da fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica. Dal 2009 si è inoltre registrata una sempre più importante presenza italiana all’estero nel settore energetico. L’anno scorso, le imprese italiane hanno partecipato a 79 operazioni estere, equivalenti alla produzione di quasi 11.000MW, pari all’82% del totale dei nuovi investimenti, per un valore stimato di 9.7 miliardi di euro. La presenza internazionale delle nostre imprese è rilevante non solo sul piano del business, ma anche per il ruolo attivo nello sviluppo dei Paesi. Questi alcuni dei temi che saranno analizzati e sviluppati domani alla Farnesina, in occasione della presentazione dello studio “La filiera dell’elettricità italiana: un’eccellenza internazionale tra innovazione, sostenibilità e visione condivisa” a cura della LUISS Business School. (SEGUE)