Roma, 11 dic – Al centro dell’informativa alla Camera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte il Consiglio Ue in programma il 13-14 dicembre (che ha “una valenza particolare sul piano politico”, a cinque mesi dal rinnovo del Parlamento europeo e a tre dalla data fissata per la Brexit), ma soprattutto “alcune considerazioni in vista di un altro passaggio importante nel confronto con le istituzioni europee”, ovvero il confronto sulla manovra in programma domani a Bruxelles con la Commissione europea: “Occorre superare un rigorismo miope, che pretende di combattere l’instabilità con misure che, invece, finiscono per favorirla” sottolinea il presidente del Consiglio, che spiega: “L’interlocuzione con l’Unione europea è fondamentale: in queste settimane non ho mai interrotto i canali del dialogo, ho lavorato per avvicinare le posizioni e per spiegare in tutte le sedi la coerenza della manovra economica e i suoi effetti virtuosi”. “Non andrò a Bruxelles con un libro dei sogni ma presenterò uno spettro completo del progetto riformatore dell’esecutivo” afferma Conte, specificando che “né domani a Bruxelles né ancora di più oggi davanti al Parlamento mi posso limitare a considerare i meri dati contabili. Con le elezioni del 4 marzo gli italiani hanno espresso l’urgenza di arrestare l’impoverimento e l’emarginazione causati dal lungo ciclo avverso della crisi economica e di contrastare i fenomeni negativi del processo di globalizzazione”. “Se siamo costretti a procedere a uno scostamento dal deficit inizialmente previsto, lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo non certo a cuor leggero, ma proprio per realizzare gli obiettivi che gli italiani chiedono con prepotente urgenza” sottolinea ancora il presidente del Consiglio, aggiungendo che “siamo nel mezzo di un confronto serrato, che confidiamo sia leale e paritario” e “resto fiducioso sul buon esito” perché “in gioco c’è molto di più dei saldi finali della manovra, ma l’idea stessa della rappresentanza politica, il senso del nostro ruolo e della nostra missione”. ““Logorare l’azione riformatrice di questo governo sarebbe una strategia miope – continua Conte – che sarebbe vista dalla gente come un tentativo velleitario di reprimere istanze che resterebbero vive nella nostra società e si presenterebbero nel prossimo futuro in altri modi, che difficilmente potremmo prevedere e quindi faticosamente potremmo soddisfare”. (SEGUE)