Roma, 11 dic – In merito al Consiglio europeo in programma giovedì e venerdì, il presidente del Consiglio affronta il tema Brexit, sottolineando “l’esigenza che l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avvenga in maniera ordinata, nell’interesse di offrire chiarezza e certezza ai tanti cittadini, tra cui molti italiani, e anche alle impresse che sono coinvolti da questo processo”, rimarcando la necessità di “lavorare con i nostri partner europei e con le istituzioni europee per prepararci anche allo scenario, per noi poco auspicabile, di un recesso senza accordo”. Al centro del Consiglio inoltre il tema migrazioni, con il premier che chiede di dare attuazione alle decisioni di giugno. “E’ ora di far seguire alle parole i fatti e di dare corpo ad una regolazione e gestione dei flussi migratori autenticamente europea, non può più gravare sui Paesi di primo arrivo l’onere legato alla gestione degli sbarchi ed occorre un coordinamento europeo fin dalla fase di sbarco” afferma Conte, mettendo in luce tre componenti fondamentali: “Lo sbarco, che deve vedere uno sforzo condiviso degli Stati membri col coordinamento dalla Commissione europea; la redistribuzione, su cui ribadirò la necessità ineludibile che gli Stati membri, non solo costieri e di primo arrivo, si facciano carico di uno sforzo realmente condiviso” e “ terzo obiettivo: i rimpatri dei salvati in mare non aventi diritto alla protezione internazionale. Occorre cioè che si dia finalmente in sostanza a una europeizzazione dei rimpatri, ad esempio attraverso il mutuo riconoscimento, almeno negli Stati membri che procederanno in questa direzione, delle decisioni in materia e attraverso l’utilizzo della cooperazione allo sviluppo come incentivo per una migliore cooperazione con i Paesi terzi”. In tal senso, il premier menziona “l’investimento, in primis di stabilizzazione politica e di impulso alla crescita, che reputo indispensabile nei confronti dell’Africa, un continente verso il quale l’Italia mostra una particolare attenzione”. Il nostro Paese considera invece inaccettabile – spiega infine Conte – “lo spacchettamento della riforma del sistema europeo comune di asilo. Senza la riforma del regolamento di Dublino, approvare gli strumenti legislativi del sistema già avanzati costituirebbe un vulnus politico alla logica del consenso, e sarebbe al contempo controproducente sul piano tecnico”. (SEGUE)