Roma, 11 dic – A un giorno dalla scadenza per la presentazione delle candidature, mentre tramonta definitivamente l’ipotesi di una partecipazione in prima persona di Matteo Renzi, entra sempre più nel vivo la corsa per la segreteria del Pd. “Dobbiamo cambiare il Pd, più che il lanciafiamme serve ricostruire con ago e filo. Questo è il tema del congresso che deve essere legato sempre di più al Paese” afferma a Radio Capital Maurizio Martina, tra i candidati alla guida del partito. Una presa di distanza dalle parole dell’ex premier Renzi, che ieri si era rammaricato di non essere entrato nel partito col “lanciafiamme”. “Le polemiche alimentate ad arte sul non fare raggiungere ai candidati il 51% sono solo dannose. A me non interessa nulla di questo. A me interessa che le primarie siano un passo utile per l’alternativa, che tanti vadano a votare e che ci aiutino a cambiare” afferma ancora Martina, dicendosi “pronto a costruire con gli altri candidati un patto d’azione comune, un impegno per fare un bel congresso partecipato, serio e leale fra noi. C’è modo e modo di fare un congresso. Ciascuno faccia la propria parte per il bene del Pd”. Intanto, mentre Maria Elena Boschi smentisce il suo nome per la presidenza (“leggo di ipotesi strampalate e assurde che mi riguardano – scrive l’ex ministro su Facebook – Non sono minimamente interessata a svolgere il ruolo di Presidente del Pd. Prego di essere tenuta fuori da un chiacchiericcio che non mi interessa, non mi riguarda, non mi appassiona”) Nicola Zingaretti incassa l’appoggio di Cesare Damiano e la rete di LaburistiDem: “Il loro sostegno – scrive in una nota il governatore del Lazio e candidato alla segreteria – è per me particolarmente importante, perché si fonda su un serio confronto sulle idee e perché rafforza la costruzione di un progetto politico davvero aperto e plurale”. (PO / Roc)