Roma, 12 dic – Manuela – si legge in una nota – presenta una canzone “teatrale” con incursioni nel dialetto napoletano, progetto in cui ha voluto unire le sue due grandi passioni: la musica e la recitazione, necessarie per evocare l’immagine di una bambina dolce, anima piccola ma forte; crede che la normalità sia quella conosciuta in carcere, non sapendo cosa c’è al di là delle sbarre. Così la spensieratezza e la leggerezza dei suoi anni entrano in conflitto con la dura realtà dei fatti. “Nina è brava” non tratta solo il delicato tema delle condizioni femminili e minorili in carcere ma anche quello, troppo spesso strumentalizzato, dell’immigrazione. Molte sono le donne che giungono nel nostro paese, in preda alla miseria e in fuga dalle guerre civili; tra queste si potrebbe riconoscere la madre di una e di tante Nina, in preda alla sofferenza per la reclusione e per la lontananza da casa, nonché alla difficoltà dell’integrazione sociale ed economica. (PO / SEGUE)