Roma, 14 dic – Si è tenuto oggi nella Sala degli Arazzi della sede Rai di viale Mazzini il Convegno “Le donne e la Rai: un racconto al femminile”, organizzato su iniziativa della Associazione Dirigenti Pensionati della Rai, per ricordare i nomi e i ruoli delle donne che hanno segnato l’azienda portando una trasformazione significativa non casuale, e a volte nemmeno indolore, anche al di fuori della Rai, che ha richiesto riscatto, impegno e perfino umiliazioni.
“La particolarità di questo convegno è che un convegno sulla Rai, dedicato al lavoro e al femminile, a poche settimane dalla Giornata contro la violenza sulle donne” ha dichiarato Otello Onorato, uno degli organizzatori, storico dirigente e oggi Presidente ADPRAI. “Un’occasione per riflettere sull’immagine femminile dal ’54, anno in cui la Rai ha iniziato le trasmissioni, in poi su come sia o no riuscita ad essere rispetto alla realtà, a restituirne una rappresentazione non fittizia, fondata magari solo sulla filosofia dell’estetica e delle pubblicità. Un modo per capire anche quanto hanno fatto le donne, lavorando in Rai, e come abbiano contribuito pure all’immagine dell’azienda. Di queste donne posso ricordarne alcune – ha menzionato Onorato – l’inviata Ilaria Alpi, simbolo delle corrispondenti, la giornalista Maria Grazia Capulli, Lidia Motta, una dirigente radio che ha saputo usare questo mezzo in modo sperimentale, grazie anche a trasmissioni cult come “Chiamate Roma 3131”, bravissima pure nel suo lavoro di scoutismo, ha scoperto il trio Marchesini–Lopez–Solenghi, che aveva un attaccamento per il servizio pubblico inteso appunto come servizio”. (PO / SEGUE)