New York, 14 dic – Il made in Italy è salvo. Per la seconda volta in pochi mesi è stata rispedita al mittente la proposta dell’Oms di far passare una risoluzione alle Nazioni Unite con l’indicazione di introdurre tasse, etichette di alert e limiti al marketing per i “cibi nocivi”. Indicazione che avrebbe penalizzato i prodotti agroalimentari italiani Dop e favorito i prodotti riformulati in laboratorio. La seconda commissione dell’Assemblea generale – spiega oggi Il Sole 24 Ore – ha adottato la risoluzione su salute e sviluppo sostenibile presentata dai sette paesi del gruppo Fpgh. Il testo adottato all’ Onu con 157 voti a favore, due contrari e un’astensione, fa appello agli stati membri “per promuovere diete e stili di vita sani, inclusa attività fisica, attraverso azioni e politiche per porre in atto tutti gli impegni legati alla nutrizione compresi quelli assunti dai capi di stato e Governo nel vertice sulle malattie non trasmissibili dell’ Oms” lo scorso 27 settembre. Ha seguito da vicino i negoziati dietro questo delicato dossier, fino all’ ultimo, – ricorda Il Sole 24 Ore – l’ ambasciatrice italiana alla Rappresentanza permanente dell’ Onu Mariangela Zappia. “Sono stati cinque mesi di negoziati serrati. È stato davvero complicato. Ma è stata una bella prova del sistema Italia che ha funzionato. Siamo contenti”. Pericolo sventato. Nel paragrafo sull’ alimentazione l’ Italia è riuscita a ottenere un doppio successo. “Siamo riusciti – racconta l’ambasciatrice – a introdurre un linguaggio diverso nel testo rispetto alla prima formulazione per noi pregiudizievole. Inoltre siamo riusciti a far aggiungere nel paragrafo un’ indicazione sull’ importanza delle diete tradizionali e per l’ Italia il riferimento è alla Dieta mediterranea”. (PO /Kgn)