All’inferno e ritorno. Denis Cavatassi è stavo assolto in appello dalla Corte suprema thailandese, dopo che nel 2016 in primo grado era stato condannato addirittura alla pena di morte. L’accusa era quella di omicidio del proprio socio in affari, ma Denis si è sempre dichiarato innocente. “La buona notizia dell’importante sentenza della Corte Suprema della Thailandia consentirà a Denis Cavatassi, prosciolto questa mattina, di rientrare presto a casa in Italia e riabbracciare i suoi familiari. Gli italiani in difficoltà all’estero devono sapere che possono sempre contare sull’assistenza e l’aiuto efficace della Farnesina – è il commento che arriva da Nessuno viene lasciato solo, pur nell’inevitabile riserbo che la delicatezza di tante situazioni impone”. La complessa vicenda di Denis Cavatassi è stata seguita sin dal primo momento e costantemente dall’Ambasciata d’Italia a Bangkok che, in stretto raccordo con il Ministero degli Affari Esteri, ha assicurato l’assistenza al connazionale e l’interlocuzione con le competenti autorità thailandesi. Quella dell’assoluzione, secondo il presidente della Camera Roberto Fico, è “una notizia meravigliosa. Su di lui pendeva una condanna a morte, una decisione che è stata ribaltata nell’ultimo grado di giudizio e che è stata resa nota poco fa. Quello di Denis è un caso che seguivo da diversi mesi e per cui voglio ringraziare per il prezioso e delicato lavoro portato avanti il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e l’ambasciatore italiano a Bangkok Lorenzo Galanti. Quando il nostro Paese lavora in maniera compatta per un risultato riesce sempre a raggiungerlo”. Fico nel post concludeva: “Posso immaginare quanto la decisione odierna abbia riempito di gioia Denis e i suoi cari. Sono davvero felice e spero di poter accoglierlo presto qui”. E la sorella di Denis, Romina Cavatassi, risponde con un commento di ringraziamento: “Grazie Presidente per il supporto e per aver creduto e sostenuto questa causa”.
(Sis)