Roma, 18 dic – Il principale determinante del benessere soggettivo è costituito dalla salute, che, invece, diminuisce nel 2013, l’anno di maggiore crisi economica, quando la percentuale di soddisfazione per la propria vita ha raggiunto livelli minimi. Nei tre periodi considerati si conferma un’associazione tra disponibilità risorse economiche, buone condizioni abitative e soddisfazione per la propria vita. Dalla crisi la sfera delle relazioni sociali acquisisce maggiore influenza sulla soddisfazione della vita, sia nel 2013 sia nel 2017 il volontariato, come la partecipazione sociale, corrispondono ad un maggiore benessere soggettivo. Le disuguaglianze verticali tra le Regioni sono presenti nel reddito, negli anni di istruzione e soddisfazione per la vita. Nel Mezzogiorno si riscontrano sempre diseguaglianze maggiori, però nel confronto tra le graduatorie regionali ci sono diversi casi che non seguono strettamente il gradiente Nord-Sud: come nei livelli di reddito c’è una forte disuguaglianza tra Lombardia e Lazio; Marche e Umbria per quanto riguarda la soddisfazione per la vita; la Toscana, infine, per la salute. Nel 2017 si interrompe il trend di crescita della speranza di vita, la maggiore longevità femminile si accompagna a condizioni più precarie di salute. Un maggiorenne su 5 è sia in eccesso di peso che sedentario, però l’attività fisica, rispetto alla difficoltà di affermazione degli altri stili di vita salutari, fa un’eccezione perché scende al 37,9% le persone che non praticano nessuna attività.
(SEGUE)