Roma, 18 dic – “Dimmi perché piangi? Di felicità E perché non mangi? Ora non mi va”. Il resto più o meno lo conosciamo un po’ tutti perché “Non amarmi”, brano con cui Aleandro Baldi e Francesca Alotta hanno vinto il Festival di Sanremo nel 1992 nella categoria Nuove proposte, ha lasciato un segno. “Sono passati 26 anni eppure è più probabile che qualcuno sappia cantare anche solo un pezzetto di ‘Non amarmi’ piuttosto che ricordare chi ha vinto l’ultimo Sanremo, o quello di due o tre anni fa”. A parlare è Francesca Alotta che è tornata con un nuovo album dal titolo “Anima Mediterranea” e che quest’anno ha partecipato alla prima edizione di “Ora o mai più”, il fortunato talent show di Rai1 dedicato alla musica italiana. La cantante siciliana è convinta che il segreto sia “la melodia” e visto che “la melodia italiana è sempre stata amata nel mondo” ha deciso di realizzare un progetto per promuoverla e valorizzarla. Il risultato è un disco dal respiro internazionale dove troviamo brani della canzone antica come “I’ te vurria vasà”, “Reginella”, “Vitti na crozza”, “O surdato ‘nnammurato”, “Tammurriata nera”. “Sono stati quattro anni di lavoro intenso, di massimo impegno, ci ho messo davvero l’anima” spiega l’artista che domani sarà in concerto a Malta. “Sono soddisfatta e felice di questo progetto realizzato con grandi musicisti” aggiunge a 9Colonne Francesca Alotta che oggi è una donna matura che ha voglia di raccontarsi e raccontare. Non solo. Ha modulato molto la vocalità, il suo modo di esprimersi e la ricerca sonora riprendendo a comporre e a suonare il pianoforte: “Ho ritrovato la mia lingua e le mie radici” visto che l’album contiene anche un brano in siciliano. Francesca Alotta non nasconde però neppure un filo di malinconia. Anzi. Con singolare genuinità racconta: “Ho attraversato un momento buio. Un incidente, la morte di mio padre, la malattia di mia madre, la perdita di un figlio. Se sono ancora qui e ho deciso di guardare avanti è per la musica. E per l’affetto, davvero straordinario, che ancora oggi il pubblico riesce a trasmettermi. È la mia carica”.(PO /BIG ITALY / SEGUE)