Roma, 18 dic – Raccontaci qualcosa in più di “Anima Mediterranea” “E’ un album che racconta la storia, dal 700 a oggi, in musica, attraverso scene di quotidianità ma anche di grandi eventi che hanno trasformato la società e il mondo. Durante il concerto, racconto aneddoti, accompagnando il pubblico a vivere con maggiore intensità i brani. È un album realizzato in acustico, tra pop, jazz e soul in cui i pezzi sono suonati principalmente da quattro musicisti: Cristiano Viti, arrangiatore e pianista, Massimo Moriconi, contrabbassista, Luca Tufano alla chitarra acustica e ukulele e Simone Talone alle percussioni. Desideravo fare un disco in acustico con suoni veri e dare valore alla voce. Desideravo trasmettere più emozioni possibili. È stato difficile coinvolgere più musicisti ma alla fine il risultato è arrivato e ne sono entusiasta. E’ un progetto che avrei voluto realizzare in duo con mio padre, Filippo Alotta, grande tenore, scomparso prematuramente. Oggi però so che mio padre ne sarebbe felice”. Pensi che l’Itala stia “esportando” meno buona musica negli ultimi anni? “Ritengo che negli ultimi tempi si sia dato troppo spazio al ‘vestito’ del brano. Sono usciti tantissimi brani arrangiati benissimo ma trovo le melodie un po’ carenti. In generale, sono poche le canzoni che rimangano nel tempo. Il nostro brano, ‘Non amarmi’, lo ricordano tutti. È la melodia che rimane”. Nell’ album c’è Amuri miu, una dedica a tuo padre “Parlando con mia mamma ho capito da lei quanto sia grande e immenso il dolore per la perdita del compagno di una vita intera. La vita ci riserva tante sfide ma è necessario rialzarsi. Ho vissuto un momento buio, non avevo la forza di fare cose importanti, ero abbattuta. Ho scoperto sulla mia pelle però che dopo un periodo difficile si deve necessariamente ricominciare. Non è facile ma si può ricominciare” .Un bellissimo messaggio. Lanci un messaggio importante anche nel singolo “Ti dirò”, presentato a “Ora o mai più”. “Ho subito una violenza psicologica da una persona a me molto vicina. La canzone è un inno contro la violenza familiare. Non ci si deve arrendere mai e non bisogna nascondersi. Alle donne oggi dico: si può dire basta”. (PO / BIG ITALY / Gil)