Roma, 18 dic – “La leva militare non è stata abolita, è stata soltanto sospesa dopo 144 anni perché in questo momento la minaccia che ci troviamo ad affrontare non è una minaccia così pregnante da giustificare una leva militare. Volendo si potrebbe riattivare, ma in questo momento noi non abbiamo neanche più le risorse”: così la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, intervenendo alla Camera al convegno “Difesa collettiva: le figure di vertice”. “E d’altra parte – aggiunge la ministra – c’è un altro processo che è avvenuto dopo la sospensione della leva, che è la professionalizzazione dei militari: è un qualcosa a cui non vogliamo rinunciare perché ha portato grandissimi benefici e un grandissimo riconoscimento per l’attività svolta dai nostri militari non solo in Italia ma anche all’estero”. Trenta analizza poi le missioni internazionali, come Unifil in cui dalla sua nascita nel 1978 il nostro Paese è sempre presente e di cui quest’anno ha la guida: “Il ruolo dell’Italia è molto apprezzato in Libano – spiega la responsabile della Difesa – perché noi siamo capaci di non prendere parte per nessuno, svolgendo un ruolo di grande equilibrio”. In merito all’operazione Sophia, invece, Trenta sottolinea come le sia stato “ingiustamente attribuito il ruolo di essere uno strumento per l’immigrazione. Ogni nave ha l’obbligo di salvare la gente in mare, ma da giugno a oggi le navi dell’operazione Sophia hanno portato in salvo solo 106 migranti: un numero ridicolo che non può metterci paura, ma lo è perché Sophia è stata un’operazione molto importante, per questo mi sono battuta affinché venga prorogata o si possa trovare una soluzione alternativa. Attraverso Sophia siamo riusciti ad accrescere le capacità della Guardia Costiera libica, la quale adesso interviene coordinata da Sophia che l’assiste anche con l’utilizzo dei droni e degli aerei. Un’operazione – ribadisce la ministra – di cui possiamo andare fieri, che ha ricevuto il plauso degli organismi internazionali con cui sta collaborando”. (PO / BIG ITALY / SEGUE)