“In queste settimane, durante le quali i canali del dialogo non si sono mai interrotti, abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni, senza mai arretrare rispetto agli obiettivi che, con il voto del 4 marzo, gli italiani hanno ritenuto prioritari nell’azione di Governo”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso dell’informativa in Senato in merito alla trattativa con l’Ue sulla manovra, che ha visto scongiurata l’ipotesi della procedura d’infrazione. “Abbiamo pienamente salvaguardato la nostra impostazione della manovra di bilancio. Non abbiamo ceduto sui contenuti fermi nelle determinazioni assunte con il contratto di Governo, cioè rispondere all’esigenza, fortemente avvertita, di invertire le politiche di rigore che negli anni passati hanno aggravato la crisi”. Il premier ribadisce come “reddito di cittadinanza e quota 100 partiranno nei tempi che avevamo previsto”, sottolineando che “le risorse effettivamente necessarie per la realizzazione dei due principali interventi erano – e sono – inferiori a quelle inizialmente previste. Ciò ha permesso di ridurre il disavanzo dal valore inizialmente stimato del 2,4 per cento ad un valore attestato intorno al 2,04 per cento, senza per questo modificare, né nei contenuti né con riguardo alla platea dei destinatari, né con riguardo ai tempi di attuazione già originariamente previsti gli interventi più importanti programmati”.
PIL. Nella lettera inviata alla Commissione europea, “oltre a riferire sulle nuove quantificazioni delle misure di spesa – spiega Conte – ho rilevato che le modifiche dovranno necessariamente tenere conto dell’evoluzione del quadro macroeconomico, che evidenzia, un conseguente peggioramento, principalmente dovuto al cattivo andamento del commercio internazionale. Il rallentamento del ciclo economico impone adesso un aggiornamento delle previsioni di crescita, con l’indicazione di un Pil programmatico all’1 per cento per l’anno prossimo, con una variazione che si ripercuote per certi versi anche positivamente sui saldi di bilancio e sull’entità della correzione strutturale richiesta dal patto di stabilità e di crescita”.
MONITORAGGIO. Il presidente del Consiglio annuncia infine che “allo scopo di assicurare il conseguimento degli obiettivi programmatici di bilancio, il Governo italiano sottoporrà al Parlamento una norma che dispone l’accantonamento temporaneo di una parte di alcuni specifici stanziamenti, per l’importo complessivo di 2 miliardi. Le somme accantonate saranno rese disponibili nel caso in cui, in corso d’anno, il monitoraggio dell’andamento dei conti evidenzi che esso è coerente con gli obiettivi programmatici. Abbiamo sempre detto che la nostra manovra è rigorosa e conseguentemente rigoroso sarà anche il monitoraggio”.
MISURE. Sul lato delle entrate il premier ha illustrato all’aula di Palazzo Madama misure come la revisione delle clausole di salvaguardia IVA per gli anni 2020-2021, l’istituzione di un’imposta sui servizi digitali gravante sui soggetti che, nell’esercizio di attività di impresa, prestino servizi digitali e che superino determinate soglie di ricavi, l’abrogazione anche del credito d’imposta relativo alle deduzioni forfettarie in materia di IRAP riconosciute in favore di soggetti passivi che impiegano lavoratori dipendenti a tempo indeterminato in alcune Regioni, l’abrogazione del credito d’imposta in favore di soggetti che compiono investimenti in beni strumentali nuovi, l’abrogazione dell’aliquota ridotta IRES in favore degli enti non commerciali, un pacchetto di misure che incrementa il prelievo nel settore dei giochi attraverso l’aumento del prelievo erariale unico (PREU) applicabile agli apparecchi da divertimento e intrattenimento e la riduzione delle percentuali minime di pay-out. Si introduce inoltre dal 1° gennaio 2019 l’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse. Per le amministrazioni centrali si prevede un rinvio della presa di servizio degli assunti al 15 novembre 2019, ma limitato alle assunzioni derivanti dal turnover ordinario dell’anno precedente. Alla Commissione europea Conte ha rappresentato anche “l’esigenza di approntare un piano di interventi straordinari per la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie e la gestione dei rischi connessi al dissesto idrogeologico. Per questi interventi il Governo ha chiesto e ottenuto che sia applicata la flessibilità prevista dal Patto di stabilità e crescita, in misura – corrispondente a quasi lo 0,2 per cento del Pil”. Nel 2019 si utilizzeranno complessivamente risorse per 2 miliardi e 600 milioni circa. Per gli anni successivi l’esecutivo prevede di spendere, fra risorse già appostate in bilancio e nuove risorse, circa 3,7 miliardi nel 2020 e oltre 4 miliardi e 200 milioni nel 2021, per un totale di 10 miliardi e 500 milioni.
“A PIENO RITMO”. “L’azione di governo – assicura il premier – può adesso proseguire a ritmo pieno, senza gli effetti pregiudizievoli che una procedura d’infrazione avrebbe comportato per l’esercizio delle prerogative di politica economica che legittimamente spettano a un Governo che voglia realizzare un significativo cambiamento nell’ambito della vita politica, economica e sociale del Paese. Non abbiamo tradito la fiducia che i cittadini hanno riposto in noi, né mai lo faremo fino a quando continueremo a esercitare la responsabilità di Governo”. (Roc – 19 dic)