Roma, 19 dic – “Quando cambia il mondo del lavoro e della tecnologia, dobbiamo cambiare anche come si tassa. L’anno scorso il cantante Ed Sheeran ha versato più soldi al fisco britannico di Starbucks e Amazon. Non ha senso”. Così il senatore del Partito democratico, Tommaso Nannicini, in un articolo su Repubblica.
“In un’economia sempre più immateriale – aggiunge – non è accettabile che anche la base imponibile sia immateriale, perché chi ha potere economico la sposta in un paradiso fiscale. Il progetto Beps dell’Ocse e del G20 ha frenato le pratiche più aggressive di pianificazione fiscale internazionale. Ma se aspettiamo il treno degli accordi multilaterali, rischiamo di perdere quello dell’uguaglianza. L’Italia e altri Paesi disponibili devono adottare una misura unilaterale in chiave anti-elusiva: una ‘minimum tax’ sugli utili prodotti dalle multinazionali estere. Quanto dichiarato secondo le regole ordinarie deve essere confrontato con gli utili globali pesati per un indicatore di presenza in Italia, basato per esempio sul fatturato. Se il calcolo si rivela maggiore, deve scattare un meccanismo di rideterminazione in modo da riportare in Italia quanto dovuto al nostro Paese. Se vogliamo dare un senso al congresso del Partito democratico, parliamo (anche) di queste proposte, che insieme ad altre daranno corpo alla piattaforma che sostiene la candidatura a segretario di Maurizio Martina. La sinistra deve tornare a pensare e osare: per disegnare nuovi modi con cui portare avanti chi è nato indietro nel XXI secolo”. (red)