Roma, 21 dic – Quello appena concluso dall’Italia è un passaggio fondamentale per garantire quell’ecosistema cyber previsto dalla Direttiva UE che trova snodi fondamentali anche nello CSIRT (Computer Security Incident Response Team), istituito presso la Presidenza del Consiglio ed attualmente operante come coordinamento tra CERT-Nazionale e CERT-PA, e nel Punto di contatto unico, individuato all’interno del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS). Più specificatamente – sottolinea la nota – il primo sarà responsabile per il monitoraggio, la gestione e l’analisi dinamica degli incidenti cibernetici, e per la diffusione di allerta e divulgazione di informazioni; mentre il secondo è chiamato ad operare su due fronti: a livello nazionale, per coordinare le questioni relative alla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, e a livello UE per garantire la cooperazione transfrontaliera delle Autorità competenti italiane con quelle degli altri Stati membri e la partecipazione al Gruppo di cooperazione NIS. Sull’onda dell’iniziativa europea il Sistema Paese si sta dunque strutturando per essere più resiliente rispetto a minacce che già oggi insidiano la sicurezza nazionale e la crescita dell’Italia. Non va, infatti, dimenticato che gli sviluppi tecnologici attesi nel prossimo futuro sono per certi versi destinati a moltiplicare pericolosità ed impatto. Il grande merito della Direttiva NIS, ed il parametro su cui andrà misurata l’efficacia degli interventi previsti, è del resto quello di aver innescato, in tutti i Paesi membri, uno sviluppo che, prima che tecnico ed ordinamentale, è soprattutto di natura culturale, dando vita ad un’architettura europea di cybersecurity che rende concreti alcuni dei principi cardine attorno a cui ruota la Strategia Nazionale in materia: approccio coordinato, aumento della consapevolezza, partnership pubblico-privato. (red)