Roma, 24 dic – DAL 4 MARZO AL 4 GIUGNO. Finalmente il 4 marzo si vota: il Movimento 5 Stelle trionfa con il 32,6 per cento ma corre da solo, il Pd crolla sotto al 20%, la Lega con il 17% supera Forza Italia ma il centrodestra si ferma al 35,5%. Non essendoci nessun partito o coalizione con i numeri sufficienti per governare, inizia un duro lavoro per Mattarella, che incarica alternativamente i nuovi presidente di Camera e Senato (Roberto Fico ed Elisabetta Casellati) di vagliare la possibilità di un accordo di M5S con la Lega o con il Pd. Tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, inizialmente restio a mollare Berlusconi, all’inizio non scocca la scintilla (“considero chiusa ogni trattativa con la Lega”) ma quando il Pd dice no a un confronto con i grillini (con il reggente Maurizio Martina favorevole, ma la segreteria dell’uscente Matteo Renzi contrario e in maggioranza), si consuma il ritorno di fiamma, che scongiura il serio rischio di un immediato ritorno alle urne. (SEGUE)