Roma, 24 dic – LO SCONTRO CON LA UE. Nel frattempo l’altra parte del governo gialloverde, quella pentastellata, insiste sull’eliminazione dei vitalizi per deputati e senatori, si occupa dei rider, emana il decreto dignità che cerca di limitare le assunzioni a termine (non oltre i 24 mesi) e norma la pubblicità sul gioco d’azzardo. E poi, sempre a novembre, vara la legge cosiddetta ‘spazzacorrotti’, che elimina (ma solo a partire dal 2020, su richiesta della Lega) la prescrizione per tutti dopo la sentenza di primo grado, oltre a introdurre il ‘daspo’ per i reati nella pubblica amministrazione. Con la fine dell’anno poi arriva il periodo caldo della manovra: il governo sforna una legge di bilancio che vale 37 miliardi e che tocca il 2,4% di rapporto deficit/Pil. Troppo per l’Unione Europea, che boccia e rimanda al mittente con la minaccia di apertura di procedura di infrazione. Dopo settimane di intense e tese trattative, il 20 dicembre si trova la quadra con la Ue: il rapporto cala a 2,04%, l’Europa accetta. Rimangono nel testo il reddito di cittadinanza (7 miliardi di euro) e la riforma delle pensioni con quota 100, ma partiranno da aprile, consentendo al governo di risparmiare qualche miliardo di euro. Molto discussa anche l’ecotassa, che inizialmente destinata anche alle utilitarie viene ristretta ai veicoli più inquinanti. Un provvedimento che ha provocato la forte ostilità di Fca, ormai guidata Michael Manley in un anno che sarà ricordato per la scomparsa del manager dei due mondi, Sergio Marchionne, il dirigente italo-canadese che cambiò la pelle alla Fiat acquisendo la Chrysler, scomparso in una clinica di Zurigo il 25 luglio 2018 a causa di una grave malattia. (Sis)