Roma, 24 dic – La poetica tra astrazione e figurazione: dopo Mosca con oltre 26mila visitatori, arriva a Roma la mostra dedicata all’arte spagnola degli anni Cinquanta e Sessanta, dal titolo “La poéticaentreabstracción y figuración”. Fino al 12 gennaio, per la prima volta in Italia, viene esposta all’Instituto Cervantes di Roma la collettiva che comprende le opere di 18 artisti informali e realisti spagnoli, tra cui Antonio López, Amalia Avia, María Moreno, Manuel Millares, JuanaFrancés, Antonio Saura, Rafael Canogar, Manuel Rivera e MartínChirino. La mostra si compone di 34 opere tra dipinti, rilievi, sculture e disegni, riunendo insieme due generazioni di artisti ispanici che hanno dedicato la loro vita all’arte d’avanguardia, in un contesto difficile caratterizzato dall’isolamento politico e culturale del paese. Il desiderio di rinnovare l’arte contemporanea a Madrid negli anni del dopoguerra, tra le difficoltà imposte dalla dittatura franchista, è il comune denominatore di questa mostra che, per la prima volta, riunisce le migliori opere di astrazione e figurazione spagnole di quell’epoca. In particolare sono esposti i lavori dei componenti dei due movimenti d’arte moderna più rappresentative di quegli anni: “El Paso” che ha sperimentato con l’arte informale e “Realistas de Madrid”, orientati all’arte figurativa. La collettiva propone uno sguardo lucido verso una delle più grandi generazioni della modernità spagnola, focalizzandosi nello scenario madrileno e mettendo faccia a faccia il lavoro degli artisti dell’informale di El Paso (1957-1960) e quello di coloro che seguono il realismo quotidiano. A fare da ponte tra i due gruppi evocati nella mostra è l’arte informale di Lucio Muñoz. (red)