Roma, 27 dic – Da lì in avanti, conclude l’articolo, è una tragica sequela di morti. L’attacco alla sinagoga di Istanbul e a quella di Roma, dove nell’82 rimane ucciso un bimbo di due anni. Il dirottamento di un aereo Pan Am a Karachi, l’assalto a una nave di turisti in Grecia, l’attentato al Café de Paris in via Veneto, 16 settembre ‘85, dove 40 persone sono ferite dall’ esplosione di due bombe “ananas” lanciate tra i tavoli. Per l’America è “il terrorista più pericoloso”. Lascia la Siria. Trova rifugio in Libia. “Mollato” anche da Gheddafi, malato di leucemia, passa prima in Egitto e poi in Iraq gli ultimi anni della sua vita. Viene trovato morto a Bagdad il 19 agosto del 2002 a 65 anni. Si parla di suicidio, ma l’ipotesi non convince nessuno perché sul suo corpo vengono trovati troppi colpi di arma da fuoco. (red)