Roma, 27 dic – Il settore editoriale italiano è composto prevalentemente da operatori di piccole e piccolissime dimensioni. Gli editori che pubblicano non più di 50 titoli all’anno rappresentano infatti nel 2017 circa l’85% del numero totale di editori attivi: di questi oltre la metà (54%) sono piccoli editori, i quali pubblicano non più di 10 titoli all’anno mentre gli editori di media dimensione (che pubblicano da 11 a 50 opere all’anno) rappresentano quasi il 31%. Sul versante opposto, i grandi editori, ossia quelli che hanno una produzione libraria superiore alle 50 opere annue, pur rappresentando solo il 15,1% degli operatori attivi nel settore coprono oltre l’80% della produzione in termini di titoli e circa il 90% della tiratura, un’offerta quasi 17 volte superiore a quella dei piccoli editori per titoli proposti e 31 volte maggiore in termini di copie stampate (nel confronto con gli editori di medie dimensioni il rapporto è rispettivamente di 5 a 1 per i titoli e di 13 a 1 per la tiratura). In proporzione, nel 2017, mentre i piccoli editori hanno pubblicato in media 4 titoli e stampato poco più di 6 mila copie all’anno ciascuno, i grandi marchi hanno prodotto 256 opere librarie, con una tiratura media di oltre 650 mila copie per editore. (SEGUE)