“Una provocazione di chi non ha abbastanza memoria per la società italiana”, “il nostro Paese sta vivendo un momento difficile, ma non mi sarei aspettato di vedere colpito il volontariato e tutto ciò che rappresenta”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, in una intervista a Repubblica, commenta la cancellazione dello sconto del 50% sull’Ires, l’imposta dei redditi sulle società. Il taglio delle agevolazioni non riguarda soltanto realtà collegate alla Chiesa, anche se sono tanti i soggetti penalizzati legati al mondo cattolico. Bassetti sostiene che a Salvini “direi: Signor ministro, se la prenda con chi vuole, con i vescovoni, con la stampa cattolica, con i preti meschini e arrivisti… ma non tocchi l’umanità e il senso del dovere che hanno ispirato la nostra Costituzione”, “la politica fa e tante volte disfa, la povera gente fa e non chiede nulla. A che scopo mettere in difficoltà una rete secolare di opere e di impegno?”, “ci sono voluti decenni per costruire in Italia quella laicità positiva che tanto ha aiutato la democrazia italiana: non mi faccia entrare in un campo che non è di nostra competenza. Se proprio vuole, la misericordia è il nostro metro di giudizio”. Secondo la guida dei Vescovi “la storia italiana è stata tormentata, ma se c’è una cosa che ha riscattato tante cattiverie e miserie è il sentimento morale di partecipazione popolare alle difficoltà e alle disgrazie della gente. Partecipazione generosa e concreta, creativa e competente. Attenzione: non siamo davanti a un problema dei cattolici o per i cattolici, ma dell’umanità del nostro popolo, quindi di dignità e rispetto per chi ha sempre operato con abnegazione ed ha contribuito a tenere in piedi il nostro Paese”. E aggiunge: “Il Censis, in un suo Rapporto, affermava che ci vuole un salto di qualità culturale per non considerare più le reti comunitarie come realtà puramente ancillari, ma come protagoniste di quel welfare comunitario che può generare coesione, qualità e sostenibilità. Senza questo salto culturale, non si colpiscono soltanto le fasce più deboli, ma la dignità di tutti, anche di coloro che, avendone la possibilità, accettano di donare parte del loro tempo e delle loro energie a fin di bene: gruppi, enti, fondazioni bancarie, singoli”. (27 dic – red)