Roma, 27 dic – La pasta italiana, simbolo dell’eccellenza del Made in Italy, deve continuare ad essere un prodotto di qualità. Per questo i produttori di grano duro e gli altri principali attori della filiera hanno fatto sistema riuscendo a ottenere l’auspicata apertura di tavoli tecnici in tempi brevissimi ed il rinnovo dei contratti di filiera per il biennio 2020/21. COMPAG – la federazione nazionale dei commercianti dei prodotti per l’agricoltura, AIDEPI – associazione industrie del dolce e della pasta, Alleanza Cooperative Italiane Agroalimentari, Assosementi, Confagricoltura, CIA – Agricoltori Italiani, COPAGRI – federazione produttori agricoli e ITALMOPA – Associazione industriale mugnai d’Italia, hanno chiesto ascolto al ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio che ha garantito, per inizio anno, la convocazione di tavoli tecnici che analizzeranno nel dettaglio le principali problematiche della filiera del grano e della pasta. Una filiera ormai sotto pressione da anni, le cui circa 203mila aziende da troppo tempo fanno fronte alla concorrenza del marcato lavorando sottocosto, con scarsa marginalità e conseguente liquidità, a causa dell’abbassamento dei prezzi delle principali granelle. Inoltre, nonostante il grano duro in termini di superfici sia la prima produzione a livello nazionale e, in ambito europeo, sia in testa sia in termini di superfici che di produzione, l’Italia continua a dover importare circa il 40% del grano duro dai Paesi europei ed extra europei per poter soddisfare la richiesta dell’industria molitoria (equivalente a circa 5,6 milioni di tonnellate) e pastaria.
(SEGUE)