Roma, 28 dic – “Il futuro del Sud è quello di divenire un improbabile paradiso fiscale per i nonni? A immaginarlo sono il ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, e la Lega che hanno inserito nella manovra economica una norma, sul “modello Portogallo”, con l’ idea di poter richiamare dall’ estero gli italiani già in pensione, per invitarli a spostare la loro residenza nel Sud Italia. Nel maxiemendamento trova posto la flat tax al 7% per i pensionati residenti all’ estero – si legge sulla Gazzetta del Mezzogiorno -da almeno 5 anni che scelgano di venire, o tornare, nei piccoli Paesi sotto i 20mila abitanti di Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia. L’ obiettivo è quello di ripopolare piccoli Comuni del Sud e destinare le eventuali entrate all’ istituzione di poli universitari tecnico scientifici nel Mezzogiorno. Una sorta di operazione di marketing fiscale – sottolinea la Gazzetta – la cui efficacia è tutta da verificare e sulla quale ci permettiamo di avanzare riserve, basate su alcune considerazioni concrete e su qualche dato. Intanto la proposta non è concorrenziale perché in Portogallo non si paga alcuna tassa (e non il 7%) per 10 anni (e non solo per 5), con l’ obbligo di risiedere solo 183 giorni, in pratica 6 mesi l’ anno e non 12 come la proposta della Lega. Altro elemento da considerare: perché un pensionato del Nord (sono per lo più i settentrionali quelli emigrati all’ estero) per vivere meglio e non farsi tassare la pensione, dovrebbe tornare in Italia e per di più al Sud? Solo per le bellezze del Mezzogiorno? L’ avrebbe fatto prima senza puntare alle Canarie. Quale convenienza avrebbe, soprattutto in un paesino inferiore ai 20mila abitanti? Servizi più efficienti? Improbabile. Trasporti più veloci e capillari? Impensabile. Ritorno alle radici? Impossibile”. (red)