Roma, 31 dic – “Io penso che le contraddizioni stiano cominciando ad esplodere. E che la delusione degli elettori stia emergendo chiaramente. Prima ci fermavano per strada per dirci ‘aiutate Salvini’, ora ci chiedono ‘fermateli’. Non solo non porteranno a nulla le politiche economiche affidate al M5S — con la scelta di fare solo un po’ di assistenzialismo al Sud penalizzando il Nord —, ma anche le politiche per la sicurezza non funzionano: secondo Salvini basta mettersi un giubbotto delle forze dell’ordine per risolvere i problemi? Perché non è che convocando i capi ultrà si combatte la violenza negli stadi, o si fermano orrori a due passi dal ministero come quello su Desiree, o l’omicidio del fratello di un pentito. . .”. Così al Corriere della Sera Antonio Tajani, vice presidente di FI e presidente del Parlamento europeo per il quale è necessario conciliare “l’autonomia del Nord con i bisogni del Sud: se l’Enel è a Brindisi e lì fa profitti, non può essere considerata solo la sede legale per redistribuirli, se esiste la possibilità di utilizzare i fondi europei per un fondo unico per le Infrastrutture al Sud, la si sfrutti. Siamo per un percorso di autonomia serio, che non penalizzi nessuno. E siamo anche contrari ad un partito unico”. Non crede nella costruzione di un nuovo soggetto di centrodestra? “Noi ci stiamo già allargando come FI: alle Europee avremo liste comuni con Udc e Svp, ci apriamo a movimenti civici e territoriali. Ma un partito unico con la Meloni non è la strada”. (red)