E’ stato seguito con grandissima partecipazione il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, trasmesso ieri, lunedì 31 dicembre, a reti unificate su Rai1, Rai2, Rai3 e Rainews24, dalle 20.30 alle 20.44. Complessivamente sui canali Rai gli spettatori sono stati 6 milioni 790 mila, con uno share del 40, in crescita rispetto all’anno scorso. Sulla rete ammiraglia il discorso di fine anno del Presidente è stato visto da 5 milioni 133 mila spettatori con uno share del 30.3, su Rai2 da 777 mila spettatori (share 4.6), su Rai3 da 821 mila spettatori (share 4.8), RaiNews24 ha registrato lo 0.34 di share con 59 mila persone collegate.
IL DISCORSO Nel suo tradizionale messaggio di fine anno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invitato gli italiani a “sentirsi comunità”. Un discorso breve e diretto che il capo dello Stato ha scelto di trasmettere dal suo studio personale del Quirinale e non da quello della Vetrata, tradizionalmente scelto dai capi di Stato. “Care concittadine e cari concittadini, – ha aperto il suo discorso Mattarella – siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento – nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi – non è un rito formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo”. “La vicinanza e l’affetto che avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unità, raffigurata da chi rappresenta la Repubblica che è il nostro comune destino – ha proseguito il Capo dello Stato – Proprio su questo vorrei riflettere brevemente, insieme, nel momento in cui entriamo in un nuovo anno. Sentirsi ‘comunità’ significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa ‘pensarsi’ dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese. Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore”. Un tema che Mattarella ha poi ripreso al termine del suo discorso: “Vorrei concludere da dove ho iniziato: dal nostro riconoscerci comunità. Ho conosciuto in questi anni tante persone impegnate in attività di grande valore sociale; e molti luoghi straordinari dove il rapporto con gli altri non è avvertito come un limite, ma come quello che dà senso alla vita. Ne cito uno fra i tanti ricordando e salutando i ragazzi e gli adulti del Centro di cura per l’autismo, di Verona, che ho di recente visitato. Mi hanno regalato quadri e disegni da loro realizzati. Sono tutti molto belli: esprimono creatività e capacità di comunicare e partecipare. Ne ho voluto collocare uno questa sera accanto a me. Li ringrazio nuovamente e rivolgo a tutti loro l’augurio più affettuoso. A tutti voi auguri di buon anno”. (red – 1 gen)
(red 1 – gen)